Diplomati 2016

Esiti occupazionali e formativi dei diplomati 2016 Buontalenti Cappellini Orlando ad un anno dal diploma 

PRINCIPALI RISULTATI

La maggior parte dei diplomati che hanno risposto all’indagine, se tornasse indietro nel tempo si iscriverebbe nuovamente allo stesso indirizzo e nella stessa scuola (63%), con ciò dimostrando una sostanziale soddisfazione per il quinquennio vissuto all’interno dell’indirizzo frequentato. Esiste, tuttavia, una minor parte di diplomati che invece modificherebbe radicalmente la propria scelta cambiando non solo indirizzo ma anche scuola. Solo una minima parte dei diplomati si limiterebbe a cambiare indirizzo rimanendo tuttavia all’interno dello stesso istituto.

Nel complesso esiste, quindi, un 36,8% di ragazzi che, alla fine di un faticoso percorso di studi, si accorge di aver fatto una scelta sbagliata con grande pregiudizio non solo dell’inserimento nel mercato del lavoro ma anche psicologico. Il malcontento non sembra collegato ad un istituto o ad un indirizzo specifico, lasciando pertanto ipotizzare che possa dipendere in maggior misura da altri fattori quali: una mancata o non sufficiente ricognizione preventiva (alla scelta dell’istituto superiore) delle proprie attitudini ed aspirazioni; scarsa conoscenza e/o consapevolezza delle caratteristiche delle opportunità occupazionali offerte dal diploma; inadatte o inefficaci modalità di auto orientamento; modalità di orientamento dei singoli istituti efficaci dal punto di vista del raggiungimento dell’obiettivo dell’ente scolastico ma non efficienti dal punto di vista della capacità di attrarre i soggetti con le caratteristiche più idonee per ogni singolo percorso di studio.

Sorprende ancor più notare come, indipendentemente dalla soddisfazione per la scuola frequentata, grosso modo la stessa percentuale di ragazzi ha deciso di intraprendere almeno un percorso di formazione non universitaria dopo il diploma (circa il 56%). Alcuni diplomati hanno scelto di frequentare più di un percorso di formazione non universitario. Nel complesso coloro che hanno optato per almeno un percorso formativo post diploma non universitario sono ben il 58% del totale. Tra i percorsi più “gettonati” ci sono quelli organizzati da un’istituzione puramente privata o collegata anche al sistema scolastico (Es. ITS). Vi è tuttavia molta attenzione anche verso i corsi predisposti dagli enti pubblici e nei confronti del servizio civile come opportunità concreta di formazione/lavoro svolta sul campo. Stage extracurriculari in azienda, attività sostenute da borse di studio e tirocinio/praticantati per iscrizione all'albo sono scelte comunque presenti seppur in minor misura.

Il 31,6% dei diplomati 2016 - che hanno partecipato all'indagine - risulta attualmente iscritto all’università e qualcuno ha anche frequentato contemporaneamente qualche corso di formazione non universitario. Rari i casi di studenti-lavoratori che svolgono attività occasionali di concerto agli studi. Prevalgono situazioni di frequentazione “selettiva” dei corsi. L’area disciplinare più scelta è quella ingegneristica (indirizzo navale, civile, industriale, altro) ma c’è anche chi ha preferito l’area umanistica o economica.

Da segnalare la scarsa presenza di situazioni di iniziale iscrizione senza alcuna azione successiva di frequenza o sostenimento esami.

Il 47,4% dei diplomati sta già lavorando con varie tipologie contrattuali (soprattutto part time a tempo determinato). Un terzo di coloro che già lavorano sostiene di operare nel settore sanità ed assistenza sociale con uno stipendio poco superiore ai 400 euro mensili. Gli altri settori che hanno offerto un’opportunità occupazionale ai diplomati 2016 sono: trasporti, magazzinaggio, comunicazione e telecomunicazione, fabbricazione di macchine, apparecchi meccanici e di trasporto, commercio, alberghi, pubblici esercizi, altri servizi pubblici, sociali e personali e altre attività industriali.

Nella maggior parte dei casi (50% e più) il diploma conquistato e le competenze acquisite tramite esso risultano poco o per niente richiesti/utilizzati nell’attuale lavoro. Da segnalare che in alcuni casi la tipologia di diploma è stata richiesta per legge ai fini dell’accesso al posto di lavoro, mentre le competenze/conoscenze acquisite sui banchi di scuola non sono state richieste ai fini dell’assunzione, ma sono risultate comunque utili.

Il 52,6% dei diplomati al momento non sta lavorando ma nessuno può essere definito un NEET in quanto in qualche modo attivo o nella ricerca di un lavoro o nella formazione post diploma.

La metà dei disoccupati ha svolto almeno un lavoro dopo il diploma.

Notevole la quota parte di coloro che basa la propria ricerca di lavoro senza porsi limiti territoriali; in rari casi si è scelto di concentrarsi sulla sola provincia di residenza.

Da segnalare che anche tra coloro che stanno lavorando, esistono ragazzi attivi nella ricerca di una nuova occupazione a causa del carattere temporaneo di quella attuale.

Tra gli occupati il livello medio di soddisfazione per il proprio lavoro è 7 su una scala da 1 a 10. Non sembra esistere una connessione tra il grado di soddisfazione e le due variabili prevalentemente “agganciabili” ad essa ovvero retribuzione mensile e tipologia contrattuale. E’ possibile che nelle valutazioni espresse giochino un ruolo rilevante anche altre variabili di vario genere.

Per quanto il campione oggetto di osservazione possa dirsi assai contenuto rispetto ad indagini più strutturate (ISTAT, Excelsior Unioncamere, Almadiploma) si ravvisa tuttavia un sostanziale allineamento alle tendenze generali nazionali. Uno degli esempi più eclatanti è la prevalente precarietà delle nuove assunzioni e del lavoro in generale ovvero la prevalenza dei contratti a tempo determinato e simili (es. Tirocinio Regione Toscana).

Dati di confronto più precisi ed inerenti gli esiti ad un anno dei diplomati italiani 2016 saranno disponibili nel corso del 2018.


Per informazioni

Referente del Centro Studi e Ricerche CCIAA Maremma e Tirreno: Antonini Raffaella, tel. 0586 231327, centrostudi@lg.camcom.it, antonini.centrostudi@lg.camcom.it, azspecialeli@gmail.com

Ultima modifica: mercoledì 03 gennaio 2018

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